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L’utilizzatore e la Riforma del Codice, sarà vera novità ?

 

Come noto, il contratto di leasing si attua con l’intervento di tre parti: il locatore, il fornitore o cantiere costruttore e l’utilizzatore.
Di norma è l’utilizzatore che propone all’istituto locatore l’acquisto di un’unità nuova, precisandone il modello e tutte le caratteristiche costruttive. Su questa base è stipulato il contratto di leasing fra l’istituto locatore e l’utilizzatore.
Dopo di che l’istituto negozia la costruzione o la fornitura e paga, alle scadenze previste, il prezzo stabilito per l’acquisto del bene oggetto di locazione.
Sintetizzando e senza avere la pretesa di ricordare tutte le clausole contrattuali ricorrenti nei diversi formulari in uso, si può dire che l’utilizzatore deve controllare la corretta costruzione della nave o dell’imbarcazione, la buona esecuzione dei lavori ed il rispetto dei tempi di consegna del manufatto. Il codice della nautica da diporto quindi, chiama utilizzatore il locatario di un contratto di leasing finanziario e prevede l’annotazione del suo nome e della durata del contratto sia nel registro d’iscrizione che nella licenza di navigazione dell’unità da diporto.
L’utilizzatore ha, così, l’agevolazione di vedere pubblicamente riconosciuto il suo status, senza dovere esibire il contratto di leasing, le ricevute di pagamento o altro, in occasione dei controlli in mare, perché la sua condizione è chiaramente dichiarata dai documenti di bordo.
Quando si perfeziona la consegna dell’unità e l’istituto locatore ne diviene proprietario, l’utilizzatore assume a proprio carico tutti i rischi inerenti all’acquisto, trasporto, uso e custodia, anche per i casi fortuiti o di forza maggiore.
L’istituto locatore ha la potestà di vendere a terzi tutti i diritti derivanti dal contratto di leasing e la stessa unità, dandone notizia all’utilizzatore. Il quale, invece, non può cedere il contratto, né sublocare, né dare in godimento a terzi l’unità, senza il consenso scritto dell’istituto.
Prima della riforma occorreva, tuttavia, che l’annotazione del nome dell’utilizzatore fosse fatta; attraverso la domanda firmata dall’Istituto proprietario dell’imbarcazione fornita all’ufficio d’iscrizione con i suoi dati anagrafici, il codice fiscale e la data di scadenza del contratto di locazione finanziaria richiedendone la pubblicità sopra accennata.
Lo stesso valeva per ogni variazione che si volesse annotare.
Adesso con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Riforma, l’utilizzatore, se previsto dal contratto e se munito di procura autenticata, potrà effettuare direttamente l’iscrizione della propria unità senza dover attendere che vi provveda direttamente la società di Leasing. Nel caso di risoluzione del contratto di locazione finanziaria, il proprietario potrà richiedere la cancellazione dell’annotazione sul registro di iscrizione e sulla licenza di navigazione del nominativo dell’utilizzatore. Inoltre, l’annotazione della perdita di possesso dell’unità potrà essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dall’utilizzatore.
Una semplificazione gravata da un’obbligo di autenticare la procura a favore dell’utilizzatore, quindi ancora una volta nel semplificare si aggrava la procedura di un costo quello Notarile di non poco conto, che pensiamo ovviamente opportuna per la cancellazione dell’imbarcazione dai Registri ma sicuramente inopportuna in fase di iscrizione dove vengono forniti unitamente ai documenti dell’imbarcazione anche il contratto di Leasing quindi sarebbe bastata una delega semplice, ma purtroppo la voglia di burocrazia in Italia è difficile da estirpare.

Marco D'Agliano

 

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