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Dal 2 agosto 2018 sono aumentati gli importi dei diritti e compensi previsti dalla tabella A allegata al Codice della nautica da diporto.

In base alle nuove tariffe, ad esempio, il tributo di ammissione all'esame per il conseguimento della patente nautica (A e C) passa da 29,28 euro a 29,57 euro.

questo link si può scaricare il Decreto 29.5.2018 con la tabella A aggiornata.

 

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 171 del 25.7.2018, il D.L. 25 luglio 2018, n. 91. All'art. 4 comma 3 viene prorogata fino al 1 gennaio 2019 la disposizione dell'obbligo di patente nautica per la conduzione di unità da diporto con motore fuoribordo a iniezione a due tempi di cilindrata superiore a 750 cc. Da oggi i diportisti interessati, che non hanno ancora conseguito la patente nautica, possono godersi quel che resta dell'estate. E poi tutti a studiare !  

 

Purtroppo in questi anni di crisi le molteplici attività denigratorie messe in atto dai vari governi contro la Nautica, come risultato più eclatante, hanno prodotto la chiusura di cantieri storici e mentre sto scrivendo questo articolo, la lista di Aziende in difficoltà sembra allungarsi.
Molto scalpore ha fatto la notizia di Bavaria ed ultimamente anche Nauticat cantiere Finlandese ha dovuto portare i libri in Tribunale argomenti ampiamenti trattati su questa Rivista.
Ma come può un diportista tutelarsi nei casi in cui avendo versato la caparra viene a conoscenza della probabile chiusura del cantiere costruttore ?
Il sistema più idoneo per verificare la situazione giuridica è richiedere una visura camerale, dove saranno elencati i procedimenti in essere adottati dal Giudice del procedimento fallimentare e pubblicati nel registro delle imprese, se si tratta ovviamente di cantieri italiani, altrimenti serve una verifica presso le competenti Camere di Commercio del Paese dove ha sede il cantiere costruttore.
Così facendo possiamo accertarci, se il giudice ha provveduto a nominare un curatore fallimentare, oppure un amministratore straordinario ed in ultima ipotesi (ma solo per alcuni casi specifici) un amministratore giudiziario.
In tutte e tre le ipotesi non è detto che il bene ordinato non possa essere ritirato dall’acquirente, anzi nella maggior parte dei casi elencati, l’autorità giudiziaria percorre tutte le strade possibili per far confluire capitali nella società al fine di onorare da una parte i diportisti acquirenti e dall’altra i creditori del cantiere, che hanno aderito ad un eventuale concordato preventivo (un procedimento previsto dalle nostre procedure Fallimentari che vedono coinvolto come spiegavo un curatore nominato dal Giudice).
Questa operazione svolta con diligenza consente al cantiere di proseguire la produzione in attesa che possa essere ceduto ad una nuova proprietà interessata all’acquisto del Cantiere salvaguardando i posti di lavoro.
Nella fase di acquisto finale della barca, sarà cura del Pubblico Ufficiale Autenticatore scelto dalle parti per redigere l’atto, verificare chi può avere i poteri per firmare la cessione dell’imbarcazione attraverso una scrittura privata dove sarà richiamata la condizione relativa alla procedura straordinaria prevista dal Tribunale.
In questa fattispecie la persona che venderà dovrà essere la stessa evidenziata nella visura camerale o eventualmente nel provvedimento del Giudice, che dovrà essere esibito in originale in fase di stipula dell’atto e riporterà i pieni poteri, conferiti al soggetto per sottoscrivere la vendita a favore dell’acquirente.
La cessione può essere fatta sia a favore di un privato sia a favore di una Società di Leasing con Utilizzatore il diportista, anzi in questi casi il supporto di una Banca è la migliore garanzia per la verifica delle situazioni giuridico patrimoniali del Venditore.
In ultima analisi passata la prima fase di comprensibile preoccupazione invito alla massima cautela ed al tempo stesso consiglio di seguire queste semplici regole per poter raggiungere comunque l’obiettivo di acquistare la barca, ovviamente in casi di manifesta insolvenza ,non resta che rivolgersi ad un legale per far valere i propri interessi entrando di diritto nella procedura fallimentare.

Marco D'Agliano

 

Come noto, il contratto di leasing si attua con l’intervento di tre parti: il locatore, il fornitore o cantiere costruttore e l’utilizzatore.
Di norma è l’utilizzatore che propone all’istituto locatore l’acquisto di un’unità nuova, precisandone il modello e tutte le caratteristiche costruttive. Su questa base è stipulato il contratto di leasing fra l’istituto locatore e l’utilizzatore.
Dopo di che l’istituto negozia la costruzione o la fornitura e paga, alle scadenze previste, il prezzo stabilito per l’acquisto del bene oggetto di locazione.
Sintetizzando e senza avere la pretesa di ricordare tutte le clausole contrattuali ricorrenti nei diversi formulari in uso, si può dire che l’utilizzatore deve controllare la corretta costruzione della nave o dell’imbarcazione, la buona esecuzione dei lavori ed il rispetto dei tempi di consegna del manufatto. Il codice della nautica da diporto quindi, chiama utilizzatore il locatario di un contratto di leasing finanziario e prevede l’annotazione del suo nome e della durata del contratto sia nel registro d’iscrizione che nella licenza di navigazione dell’unità da diporto.
L’utilizzatore ha, così, l’agevolazione di vedere pubblicamente riconosciuto il suo status, senza dovere esibire il contratto di leasing, le ricevute di pagamento o altro, in occasione dei controlli in mare, perché la sua condizione è chiaramente dichiarata dai documenti di bordo.
Quando si perfeziona la consegna dell’unità e l’istituto locatore ne diviene proprietario, l’utilizzatore assume a proprio carico tutti i rischi inerenti all’acquisto, trasporto, uso e custodia, anche per i casi fortuiti o di forza maggiore.
L’istituto locatore ha la potestà di vendere a terzi tutti i diritti derivanti dal contratto di leasing e la stessa unità, dandone notizia all’utilizzatore. Il quale, invece, non può cedere il contratto, né sublocare, né dare in godimento a terzi l’unità, senza il consenso scritto dell’istituto.
Prima della riforma occorreva, tuttavia, che l’annotazione del nome dell’utilizzatore fosse fatta; attraverso la domanda firmata dall’Istituto proprietario dell’imbarcazione fornita all’ufficio d’iscrizione con i suoi dati anagrafici, il codice fiscale e la data di scadenza del contratto di locazione finanziaria richiedendone la pubblicità sopra accennata.
Lo stesso valeva per ogni variazione che si volesse annotare.
Adesso con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Riforma, l’utilizzatore, se previsto dal contratto e se munito di procura autenticata, potrà effettuare direttamente l’iscrizione della propria unità senza dover attendere che vi provveda direttamente la società di Leasing. Nel caso di risoluzione del contratto di locazione finanziaria, il proprietario potrà richiedere la cancellazione dell’annotazione sul registro di iscrizione e sulla licenza di navigazione del nominativo dell’utilizzatore. Inoltre, l’annotazione della perdita di possesso dell’unità potrà essere richiesta non solo dal proprietario ma anche dall’utilizzatore.
Una semplificazione gravata da un’obbligo di autenticare la procura a favore dell’utilizzatore, quindi ancora una volta nel semplificare si aggrava la procedura di un costo quello Notarile di non poco conto, che pensiamo ovviamente opportuna per la cancellazione dell’imbarcazione dai Registri ma sicuramente inopportuna in fase di iscrizione dove vengono forniti unitamente ai documenti dell’imbarcazione anche il contratto di Leasing quindi sarebbe bastata una delega semplice, ma purtroppo la voglia di burocrazia in Italia è difficile da estirpare.

Marco D'Agliano

 

Con l'entrata in vigore del Decreto di revisione del codice della nautica da diporto è stato modificato anche l'art. 39 del vecchio testo; per i motori fuoribordo a due tempi di cilindrata superiore a 750 cc se a carburazione o a iniezione dal 13 febbraio 2018 è obbligatoria la patente nautica. Nella categoria dei motori fuoribordo ad iniezione a due tempi, l'unico che viene penalizzato dalla recente aggiunta è il modello E-TEC 40 CV della Evinrude, cilindrata 863 cc. I possessori di questo motore (tantissimi sono installati su unità adibite alla locazione) che lo avevano acquistato proprio per evitare la patente nautica oggi hanno due alternative: svenderlo o conseguire la patente.

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